Convento S. Francesco
P.zza S. Francesco 2
58100 Grosseto
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sito web
Antico Monastero benedettino dedicato a S. Fortunato Martire,
nel 1220 venne concesso ai frati Minori dai Benedettini e nel
1289 venne ampliata la chiesa. Rimasto ai Minori Conventuali nel
1517, il convento subì notevoli mutilazioni nel 1592, in
seguito alla costruzione dela cinta muraria.
nel 1808 il Convento venne soppresso e adibito ad ospedale civile.
nel 1866, in seguito a nuove soppressioni, venne chiusa anche
la chiesa ed adibita a magazzino militare.
Nel 1880 la chiesa venne restituita al vescovo e, restituita
al suo splendore, riaperta al culto il 9 giugno 1895.
Il 1922, il Vescovo mons. Matteoni offriva il Convento alla Provincia
Toscana delle Stimmate e il 20 dicembre 1924 fu solennemente riaperto.
L'11 Novembre 1949 il Vescovo mons. Galeazzi eresse in parrocchia
la Chiesa di S. Francesco.
La chiesa si presenta secondo i canoni che in Toscana regolano
la maggior parte delle chiese degli ordini mendicanti. Come il
convento è realizzata in cotto, fatta eccezione per il
basamento della facciata, ed è costituita da una vasta
aula coperta a legname. L'interno è illuminato da otto
finestroni, quattro su ogni parete laterale, dall'occhio della
facciata e da un altro finestrone aperto nella parete centrale
della scarsella.
Sulla parete destra, è un grande affresco raffigurante
Sant'Antonio abate in trono e su quella opposta è un San
Cristoforo con il Bambino Gesù. Le due opere, probabilmente
di primo Quattrocento, dal gusto arcaizzante, furono riportate
alla luce dalla rimozione degli altari barocchi effettuata durante
i restauri ottocenteschi della chiesa, assieme ad altri frammenti
di affreschi del Trecento e del Quattrocento senese. Fra questi
uno di notevole qualità vicino la porta d'ingresso alla
cappella dell'Immacolata, raffigurante «una Madonna trecentesca
non lontana dai modi di Niccolò di Segna. A questo dipinto
è stata sovrapposta, verso la fine dello stesso secolo,
l'immagine di fattura più popolaresca, di una Madonna in
trono che allatta il Bambino affiancata da San Giacomo Apostolo.
Vicino a essi è una Santa in piedi, forse Caterina d'Alessandria,
opera del XV secolo.
Altri affreschi da notare sono i Santi Francesco d'Assisi e Bernardino
da Siena, dei secoli XV-XVI, entro la nicchia a destra del coro,
e i due eleganti Angeli cinquecenteschi di scuola umbro-senese
sopra il moderno fonte battesimale a sinistra rispetto all'entrata»
(B.SANTI [a cura di], Guida storico-artistica alla Maremma, Siena
1995, p.127).
Sopra l'altare maggiore di fattura moderna (1972), è una
bellissima Croce, un dipinto tardoduecentesco dall'attribuzione
controversa, che certo rappresenta l'opera d'arte più importante
fra quelle conservate nella chiesa.
A destra del coro è la cappella dedicata a Sant'Antonio
da Padova, con volta decorata da un ciclo di affreschi dedicato
al Santo, eseguiti per incarico della compagnia nel 1679-1683
da Francesco Nasini e dal figlio Antonio.
Il San Francesco d'Assisi in estasi sulla parete destra e l'
Annunciazione conservata nella sacrestia sono tele che non appartengono
al patrimonio originario della chiesa: la prima, pregevole lavoro
secentesco di scuola reniana, è stato di recente donato
dalla famiglia Petri Monetti; la seconda, firmata e datata da
Francesco Curradi nel 1615 proviene dal soppresso convento del
Petreto di Scansano.