Grosseto



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Convento S. Francesco

P.zza S. Francesco 2
58100 Grosseto
056422373 - (fax) 0564.22282
sito web

 


Antico Monastero benedettino dedicato a S. Fortunato Martire, nel 1220 venne concesso ai frati Minori dai Benedettini e nel 1289 venne ampliata la chiesa. Rimasto ai Minori Conventuali nel 1517, il convento subì notevoli mutilazioni nel 1592, in seguito alla costruzione dela cinta muraria.

nel 1808 il Convento venne soppresso e adibito ad ospedale civile. nel 1866, in seguito a nuove soppressioni, venne chiusa anche la chiesa ed adibita a magazzino militare.

Nel 1880 la chiesa venne restituita al vescovo e, restituita al suo splendore, riaperta al culto il 9 giugno 1895.

Il 1922, il Vescovo mons. Matteoni offriva il Convento alla Provincia Toscana delle Stimmate e il 20 dicembre 1924 fu solennemente riaperto.

L'11 Novembre 1949 il Vescovo mons. Galeazzi eresse in parrocchia la Chiesa di S. Francesco.


La chiesa si presenta secondo i canoni che in Toscana regolano la maggior parte delle chiese degli ordini mendicanti. Come il convento è realizzata in cotto, fatta eccezione per il basamento della facciata, ed è costituita da una vasta aula coperta a legname. L'interno è illuminato da otto finestroni, quattro su ogni parete laterale, dall'occhio della facciata e da un altro finestrone aperto nella parete centrale della scarsella.

Sulla parete destra, è un grande affresco raffigurante Sant'Antonio abate in trono e su quella opposta è un San Cristoforo con il Bambino Gesù. Le due opere, probabilmente di primo Quattrocento, dal gusto arcaizzante, furono riportate alla luce dalla rimozione degli altari barocchi effettuata durante i restauri ottocenteschi della chiesa, assieme ad altri frammenti di affreschi del Trecento e del Quattrocento senese. Fra questi uno di notevole qualità vicino la porta d'ingresso alla cappella dell'Immacolata, raffigurante «una Madonna trecentesca non lontana dai modi di Niccolò di Segna. A questo dipinto è stata sovrapposta, verso la fine dello stesso secolo, l'immagine di fattura più popolaresca, di una Madonna in trono che allatta il Bambino affiancata da San Giacomo Apostolo. Vicino a essi è una Santa in piedi, forse Caterina d'Alessandria, opera del XV secolo.

Altri affreschi da notare sono i Santi Francesco d'Assisi e Bernardino da Siena, dei secoli XV-XVI, entro la nicchia a destra del coro, e i due eleganti Angeli cinquecenteschi di scuola umbro-senese sopra il moderno fonte battesimale a sinistra rispetto all'entrata» (B.SANTI [a cura di], Guida storico-artistica alla Maremma, Siena 1995, p.127).

Sopra l'altare maggiore di fattura moderna (1972), è una bellissima Croce, un dipinto tardoduecentesco dall'attribuzione controversa, che certo rappresenta l'opera d'arte più importante fra quelle conservate nella chiesa.

A destra del coro è la cappella dedicata a Sant'Antonio da Padova, con volta decorata da un ciclo di affreschi dedicato al Santo, eseguiti per incarico della compagnia nel 1679-1683 da Francesco Nasini e dal figlio Antonio.

Il San Francesco d'Assisi in estasi sulla parete destra e l' Annunciazione conservata nella sacrestia sono tele che non appartengono al patrimonio originario della chiesa: la prima, pregevole lavoro secentesco di scuola reniana, è stato di recente donato dalla famiglia Petri Monetti; la seconda, firmata e datata da Francesco Curradi nel 1615 proviene dal soppresso convento del Petreto di Scansano.

 

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