Convento S. Vivaldo
Loc. S. Vivaldo 59
50050 Montaione - FI
0571.680114 - (fax) 0571.680114
Cio’ che distingue San Vivaldo da altre chiese e conventi
francescani, magari anche più famosi, è il suo Sacro
Monte o Gerusalemme di Toscana, un insieme di cappelle e tempietti
con gruppi in terracotta e dipinti di scuola robbiana (Giovanni
della Robbia e Benedetto Buglioni) del XVI secolo.
I lavori iniziarono nell’anno 1500, appena i francescani
si insediarono a San Vivaldo, e terminarono nel 1515: il 19 febbraio
1516 il breve di Papa Leone X concedeva un’indulgenza di
sette anni per le 16 cappelle maggiori e di un anno per le 18
minori e comminava la scomunica alle donne che violassero la clausura
del recinto e ai frati che consentissero tale violazione.
Il complesso edilizio fu di così veloce realizzazione
perché fu un esempio d’entusiasmo popolare in cui
la fede si mescolava all’orgoglio municipale. Ideatore e
realizzatore del Sacro Monte fu padre Tommaso da Firenze. Di questo
francescano sappiamo che fu per gran parte della sua vita a San
Vivaldo, che prima del 1500 fu nell’isola di Creta e forse
in Terrasanta e che morì a Firenze nel 1534.
In tutte le epoche della cristianità, le pagine del Vangelo
destinate ad impressionare il popolo dei credenti erano quelle
della passione e della morte di Cristo. Gli episodi principali
venivano rappresentati in pittura e scultura e nelle chiese e
nei tabernacoli lungo le strade. Venivano anche riprodotti in
allestimenti scenici e in rappresentazioni popolari. La gente,
però, voleva toccare la terra dove Gesù aveva camminato,
vedere i luoghi dei miracoli, della morte e della resurrezione.
Nacque così il fenomeno del pellegrinaggio in Palestina,
ma tale viaggio era rischioso, lungo e costoso, specie dopo che
fu occupata dai Turchi, più intolleranti degli Arabi. Si
cercò allora di trasferire in loco la Terrasanta ricostruendo
materialmente e simbolicamente, in scala ridotta, i luoghi essenziali
della Via dolorosa.
La Gerusalemme di san Vivaldo è la riproduzione esatta,
in scala ridotta, della vera Gerusalemme della fine del 1400,
anche se orientata diversamente.