Siena



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Convento Osservanza

Str. Ossevanza 7
53100 Siena
0577.332444 - (fax) 0577.333740


 


La storia della Basilica risale al 1192. Infatti si ha notizia di un antico Eremo, con a fianco una chiesetta di nome Capriola (o di Montecapraia), entrambi costruiti proprio dove oggi si trova il Convento e la Basilica stessa. Si ha notizia inoltre che tale complesso, di proprietà della famiglia dei Marescotti, fu donato nel 1392 da Fra Stricoccio dei Marescotti allo Spedale di Santa Maria della Scala di Siena.
Nel 1348 la pestilenza colpì l'Italia intera e non risparmiò Siena creando tantissimi infermi che affollarono lo Spedale. Fra i tanti benefattori dell'epoca, uno si distinse in particolare: Bernardino degli Albizzeschi che poi divenne frate francescano e valente predicatore nelle contrade senesi.
Nel 1404 il rettore dell'Ospedale della Scala, con il consenso del Capitolo, cedeva l'Eremo di S. Onofrio alla Capriola, "ad alcuni Frati Minori che si dicono dell'Ossevanza", con il consenso di Giovanni da Stroncone, loro commissario, a patto che detti religiosi dessero ogni anno all'Ospedale, nella festa di S. MAria Assunta, una libbra di cera.
Il Convento fu eretto ad opera dello Stesso San Bernardino, che curò anche l'erezione della Chiesa. In questo Convento, ove dimorò dal 1430 e il 1440, Bernardino stese le sue opere.
Il 30 aprile 1444 il santo lasciò per sempre il Convento, dirigendosi alla volta dell'Aquila, ove morì il 20 Maggio 1444.
Dal 1423 al 1444 (anno della morte di San Bernardino) fiorirono una serie di iniziative di ampliamento della chiesa cui contribuirono Pandolfo Petrucci ed il Comune di Siena; in quello stesso periodo furono ampliati anche il monastero, la biblioteca, ed il terreno tutto intorno ad uso di clausura.
Tutto questo fervore di attività si concluse nel 1451 quando fu completata la costruzione della nuova chiesa; il 12 settembre dello stesso anno la chiesa ed il cimitero annesso furono consacrati dal Vescovo di Chiusi mons. Alessio di Antonio de' Cesari. Quattro anni dopo il Comune di Siena donò alla chiesa la campana che apparteneva alla fortezza di Samprugnano.
Dopo un lungo periodo di tranquillità, sotto la protezione della signoria senese di Pandolfo Petrucci, durante il quale rifiorirono le arti, le lettere e l'economia cittadina, la città di Siena si trovò schierata contro l'imperatore Carlo V°, alleato di Cosimo de' Medici Duca di Firenze.
Comandati da Don Diego Hurtado de Mendoza che rappresentava gli interessi di Carlo V°, gli spagnoli si erano insediati in città con il pretesto di difenderla.
Nel 1552 i senesi li scacciarono dalla città; questo affronto costò caro alla città di Siena poiché le armate austro-spagnole, unite a quelle fiorentine, le strinsero un forte assedio; la sanguinosa guerra che ne seguì portò morte e distruzioni dentro e fuori le mura; per diciotto mesi la città resistette, ma il 17 Aprile 1555 dovette arrendersi agli assedianti. Alcuni superstiti irriducibili si trincerarono a Montalcino quale ultima speranza di resistenza della Repubblica senese, ma anche questi dovettero capitolare nel luglio 1559.
Durante tutto l'assedio alla città di Siena, le armate imperiali si installarono nel monastero e nella chiesa riducendoli a fortilizio e base per le loro scorrerie, facendo così oltraggio e scempio di questi luoghi sacri.
L'intero complesso dell'Osservanza rimase in rovina per più di un secolo, ma nel 1665 cominciarono i lavori di ricostruzione che durarono ventuno anni.
Dopo quella data furono costruiti il refettorio, la biblioteca e la loggia sul fronte chiesa; fu restaurato il campanile (1719) e fu posato l'altare maggiore in finissimo marmo, opera di Carlo Socci.
Il 17 gennaio 1753 la chiesa fu nuovamente consacrata da mons. Alessandro Cervini, Arcivescovo di Siena.
La Basilica dell'Osservanza, la cripta ed il convento furono rasi al suolo il 23 gennaio 1944 durante un bombardamento aereo della seconda guerra mondiale.
Svettava il campanile, solitario superstite fra le macerie di tante mirabili opere perdute per sempre a causa della follia umana.
Finita la guerra, iniziarono subito i lavori di ricostruzione per riportare la Basilica al suo meritato splendore; alcune opere comunque furono risparmiate e ricollocate a dimora per essere ammirate da tutti, speriamo per sempre.
Nel settembre del 1949 la Chiesa fu restituita alla Parrocchia di San Bernardino all'Osservanza ed al culto dei propri fedeli.

 

 

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