Convento Osservanza
Str. Ossevanza 7
53100 Siena
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La storia della Basilica risale al 1192. Infatti si ha notizia
di un antico Eremo, con a fianco una chiesetta di nome Capriola
(o di Montecapraia), entrambi costruiti proprio dove oggi si trova
il Convento e la Basilica stessa. Si ha notizia inoltre che tale
complesso, di proprietà della famiglia dei Marescotti,
fu donato nel 1392 da Fra Stricoccio dei Marescotti allo Spedale
di Santa Maria della Scala di Siena.
Nel 1348 la pestilenza colpì l'Italia intera e non risparmiò
Siena creando tantissimi infermi che affollarono lo Spedale. Fra
i tanti benefattori dell'epoca, uno si distinse in particolare:
Bernardino degli Albizzeschi che poi divenne frate francescano
e valente predicatore nelle contrade senesi.
Nel 1404 il rettore dell'Ospedale della Scala, con il consenso
del Capitolo, cedeva l'Eremo di S. Onofrio alla Capriola, "ad
alcuni Frati Minori che si dicono dell'Ossevanza", con il
consenso di Giovanni da Stroncone, loro commissario, a patto che
detti religiosi dessero ogni anno all'Ospedale, nella festa di
S. MAria Assunta, una libbra di cera.
Il Convento fu eretto ad opera dello Stesso San Bernardino, che
curò anche l'erezione della Chiesa. In questo Convento,
ove dimorò dal 1430 e il 1440, Bernardino stese le sue
opere.
Il 30 aprile 1444 il santo lasciò per sempre il Convento,
dirigendosi alla volta dell'Aquila, ove morì il 20 Maggio
1444.
Dal 1423 al 1444 (anno della morte di San Bernardino) fiorirono
una serie di iniziative di ampliamento della chiesa cui contribuirono
Pandolfo Petrucci ed il Comune di Siena; in quello stesso periodo
furono ampliati anche il monastero, la biblioteca, ed il terreno
tutto intorno ad uso di clausura.
Tutto questo fervore di attività si concluse nel 1451 quando
fu completata la costruzione della nuova chiesa; il 12 settembre
dello stesso anno la chiesa ed il cimitero annesso furono consacrati
dal Vescovo di Chiusi mons. Alessio di Antonio de' Cesari. Quattro
anni dopo il Comune di Siena donò alla chiesa la campana
che apparteneva alla fortezza di Samprugnano.
Dopo un lungo periodo di tranquillità, sotto la protezione
della signoria senese di Pandolfo Petrucci, durante il quale rifiorirono
le arti, le lettere e l'economia cittadina, la città di
Siena si trovò schierata contro l'imperatore Carlo V°,
alleato di Cosimo de' Medici Duca di Firenze.
Comandati da Don Diego Hurtado de Mendoza che rappresentava gli
interessi di Carlo V°, gli spagnoli si erano insediati in
città con il pretesto di difenderla.
Nel 1552 i senesi li scacciarono dalla città; questo affronto
costò caro alla città di Siena poiché le
armate austro-spagnole, unite a quelle fiorentine, le strinsero
un forte assedio; la sanguinosa guerra che ne seguì portò
morte e distruzioni dentro e fuori le mura; per diciotto mesi
la città resistette, ma il 17 Aprile 1555 dovette arrendersi
agli assedianti. Alcuni superstiti irriducibili si trincerarono
a Montalcino quale ultima speranza di resistenza della Repubblica
senese, ma anche questi dovettero capitolare nel luglio 1559.
Durante tutto l'assedio alla città di Siena, le armate
imperiali si installarono nel monastero e nella chiesa riducendoli
a fortilizio e base per le loro scorrerie, facendo così
oltraggio e scempio di questi luoghi sacri.
L'intero complesso dell'Osservanza rimase in rovina per più
di un secolo, ma nel 1665 cominciarono i lavori di ricostruzione
che durarono ventuno anni.
Dopo quella data furono costruiti il refettorio, la biblioteca
e la loggia sul fronte chiesa; fu restaurato il campanile (1719)
e fu posato l'altare maggiore in finissimo marmo, opera di Carlo
Socci.
Il 17 gennaio 1753 la chiesa fu nuovamente consacrata da mons.
Alessandro Cervini, Arcivescovo di Siena.
La Basilica dell'Osservanza, la cripta ed il convento furono rasi
al suolo il 23 gennaio 1944 durante un bombardamento aereo della
seconda guerra mondiale.
Svettava il campanile, solitario superstite fra le macerie di
tante mirabili opere perdute per sempre a causa della follia umana.
Finita la guerra, iniziarono subito i lavori di ricostruzione
per riportare la Basilica al suo meritato splendore; alcune opere
comunque furono risparmiate e ricollocate a dimora per essere
ammirate da tutti, speriamo per sempre.
Nel settembre del 1949 la Chiesa fu restituita alla Parrocchia
di San Bernardino all'Osservanza ed al culto dei propri fedeli.